Cani e toxoplasmosi

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Toxoplasma gondii è un piccolo parassita intracellulare obbligato in grado di infestare tutte le specie a sangue caldo, uomo compreso. Come noto, solo i felidi svolgono il ruolo di ospiti definitivi. I cani, così come tutti gli altri animali, sono solo ospiti intermedi, ma non per questo immuni dai danni che il parassita può causare.
 

La toxoplasmosi è una malattia parassitaria a diffusione mondiale e appartiene al folto gruppo delle zoonosi. Il responsabile di questa parassitosi è Toxoplasma gondii, un minuscolo organismo (protozoo) costituito da una sola cellula e unico rappresentante del genere Toxoplasma. La principale caratteristica di T. gondii è la capacità di realizzare due cicli biologici differenti, noti come "ciclo enteroepiteliale" e "ciclo extraintestinale". Il primo avviene solo ed esclusivamente negli ospiti definitivi, ossia nei felidi (domestici e selvatici) e al termine del quale le forme infestanti del parassita (oocisti, in cui si sviluppano gli sporozoiti) vengono eliminate nell'ambiente esterno tramite le feci. Il secondo viene portato a termine in tutte le specie animali che contraggono questa parassitosi e, quindi, sia negli ospiti definitivi (felidi), sia negli ospiti intermedi (animali a sangue caldo, cane e uomo compresi) e che si conclude con l'insediamento in diversi tessuti e organi di T. gondii sotto forma di cisti contenenti migliaia di forme infestanti (bradizoiti).

Ciclo enteroepiteliale e ciclo extraintestinale
Per meglio comprendere il complesso ciclo vitale di Toxoplasma gondii è bene sottolineare che questo protozoo può dare origine a tre forme infestanti: gli sporozoiti, elementi che si sviluppono all'interno delle oocisti nel giro di qualche giorno dopo esposizione a condizioni ambientali favorevoli, i tachizoiti, che derivano dalla moltiplicazione nelle cellule intestinali degli sporozoiti ingeriti; i bradizoiti, ossia le forme infestanti presenti nelle cisti che si sviluppano in seguito a diffusione dei tachizoiti in diversi organi e tessuti. In base a quanto appena descritto, è possibile delineare le modalità con cui gli ospiti definitivi e intermedi possono contrarre la toxoplasmosi: ingestione di oocisti mature contenenti sporozoiti e presenti nell'ambiente esterno (acqua di abbeverata, cibo contaminato e terreno), passaggio transplacentare di tachizoiti o loro assunzione con il latte; ingestione di organi o tessuti di animali con cisti contenenti bradizoiti.
Più in particolare, sia nei felidi, sia nei cani (e in tutti gli altri ospiti intermedi) il ciclo biologico extraintestinale di Toxoplasma gondii inizia con l'ingestione di sporozoiti contenuti nelle oocisti o di bradizoiti incistati nei tessuti di animali parassitati. A livello intestinale, questi elementi penetrano nelle cellule intestinali e iniziano a moltiplicarsi dando origine ai tachizoiti che, a loro volta, si diffondono in tutto l'organismo ospite, invadendo e moltiplicandosi nelle cellule di svariati tessuti. Tale moltiplicazione avviene solo ed esclusivamente per via asessuata, ossia per singola scissione di un singolo individuo. Dopo circa tre settimane, verosimilmente per l'intervento del sistema immunitario dell'ospite, i tachizoiti tendono a localizzarsi nei tessuti raggiunti durante la fase di disseminazione, dando luogo alla formazione di cisti provviste di parete propria e contenenti migliaia di elementi figli (fino a 60.000), i cosiddetti bradizoiti. Raggiunto tale stadio, i bradizoiti possono permanere nell'organismo ospite per tutta la vita e, in concomitanza con fattori stressanti (ad esempio, il parto) o a trattamenti immunosoppressivi possono tornare a replicarsi attivamente e ripetere la fase di disseminazione sotto forma di tachizoiti. Il ciclo enteroepiteliale dei felidi si compie contemporaneamente al ciclo extraintestinale: durante la fase iniziale di moltiplicazione nelle cellule intestinali, alcuni tachizoiti iniziano a riprodursi per via sessuata, trasformandosi in macrogameti (gameti femminili) e microgamenti (gameti maschili). La fusione di questi nuovi elementi porta alla formazione di uno zigote che acquisisce una parete protettiva e si trasforma in oocisti, pronta ad essere eliminata nell'ambiente esterno con le feci. Da quanto brevemente descritto è evidente che dal punto di vista epidemiologico i felidi rappresentano i principali serbatoi della toxoplasmosi e, tra questi, i gatti domestici svolgono un ruolo chiave in quanto particolarmente diffusi nelle aree urbanizzate. Tuttavia, fonte di contagio possono essere anche gli ospiti intermedi (piccoli roditori, bovini, suini, ovini, ecc.) in quanto portatori di bradizoiti incistati.
Infine, per quanto riguarda la sopravvivenza delle diverse forme infestanti di Toxoplasma gondii ricordiamo che le oocisti disseminate nell'ambiente tramite il materiale fecale degli ospiti definitivi possono sopravvivere per diversi mesi e resistono alla maggior parte dei disinfettanti, mentre i bradizoiti possono mantenere il loro potere infestante per tutta la vita dell'ospite.

Quadro clinico
La toxoplasmosi decorre spesso in modo asintomatico, ma in alcuni casi, è possibile riscontrare determinati segni clinici. La gravità della sintomatologia clinica dipende da diversi fattori, fondamentalmente riconducibili a: età, organi coinvolti e grado di infestazione. Inoltre, per questa parassitosi, giocano un ruolo fondamentale anche eventuali altre patologie concomitanti; infatti, Toxoplasma gondii viene considerato un parassita "opportunista" e uno stato di debilitazione indotto da altre malattie o condizioni di immunodepressione sono in grado di aumentare la suscettibilità dei soggetti all'infestazione. Ad esempio, per quanto riguarda il cane, la toxoplasmosi è stata spesso riscontrata in associazione al cimurro. Dal punto di vista clinico, i segni che si riscontrano nei cani sono sostanzialmente dovuti alla disseminazione extraintestinale dei tachizoiti e alla successiva formazione di cisti contenenti bradizoiti. I sintomi sono riferibili a un interessamento degli apparati respiratorio e grastrointestinale, con eventuali manifestazioni a carattere neuromuscolare. I cani maggiormente esposti al rischio di contrarre la forma generalizzata di toxoplasmosi sono i soggetti giovani (età inferiore a un anno) che, nelle fasi iniziali, manifestano ipertermia, tonsillite, diarrea, vomito e difficoltà respiratorie. Le lesioni a livello epatico possono essere all'origine di ittero, mentre rari sono i segni clinici conseguenti all'interessamento del muscolo miocardico, che nella maggior parte dei casi passa inosservato. Dato che l'età viene considerata un fattore predisponente, la toxoplasmosi può evolvere in una forma clinicamente manifesta anche nei cani anziani, generalmente colpiti da forme neurologiche o muscolari sistemiche. In questi casi, il quadro clinico può essere caratterizzato da: tremori, atassia, convulsioni, paresi e paralisi. Infine, anche se non particolarmente frequenti nel cane, è possibile riscontrare lesioni oculari riconducibili a retinite (processo infiammatorio della retina), uveite anteriore (processo infiammatorio dell'iride e del corpo ciliare) e neurite ottica (infiammazione del nervo ottico).

Prevenzione
La prevenzione è fondamentalmente basata sulla cottura dei cibi e, quindi, nell'evitare la somministrazione di carni crude o poco cotte. Infatti, è bene ricordare che le carni bovine, suine e ovine possono accogliere bradizoiti incistati. Importante è anche il rispetto delle più comuni misure igieniche, per evitare che ciotole, lettiere ed alimenti possano essere contaminati dalle feci di ospiti definitivi eliminatori di oocisti infestanti.


5 regole  da ricordare
1. La toxoplasmosi è una malattia parassitaria e una zoonosi sostenuta da un protozoo, Toxoplasma gondii, in grado di infestare tutte le specie animali a sangue caldo, cane e uomo compresi. Gli ospiti di questo parassita possono essere suddivisi in due gruppi: definitivi (felidi) e intermedi (tutti gli altri animali).

2. T. gondii è in grado di realizzare due cicli biologici: il "ciclo enteroepiteliale" tipico dei felidi, che porta all'eliminazione di oocisti infestanti nell'ambiente tramite le feci; e il "ciclo extraintestinale", tipico dei felidi e degli ospiti intermedi (ad esempio, cani) che si conclude con la formazione di cisti in diversi tessuti contenenti bradizoiti infestanti.

3. I felidi e i cani (in qualità di ospiti intermedi) possono infestarsi ingerendo oocisti mature contenenti sporozoiti tramite l'acqua o il cibo, per passaggio transplacentare o assunzione con il latte di tachizoiti e ingestione di tessuti od organi di animali che albergano bradizoiti incistati.

4. Spesso asintomatica, la toxoplasmosi può decorrere in forma clinicamente manifesta. I principali fattori predisponenti sono: età, organi coinvolti, grado di infestazione e patologie concomitanti (Toxoplasma gondii è considerato un "opportunista" e stati di debilitazione possono aumentare la suscettibilità dei singoli soggetti). Nel cane Toxoplasma gondii è stato spesso riscontrato nei soggetti colpiti da cimurro.

5. L'età è un fattore predisponente. I cani di età inferiore a un anno possono manifestare ipertermia, tonsillite, diarrea, vomito, ittero e difficoltà respiratorie, mentre i cani anziani sviluppano generalmente forme neurologiche o muscolari sistemiche caratterizzate da: tremori, atassia, convulsioni, paresi e paralisi. Raro è l'interessamento oculare.

 
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