Florfenicolo: attivitĂ  antibatterica in vitro e resistenza genica nei confronti di Staphylococcus pseudintermedius

Antonio Corona, Antonella Vercelli, Luisa Cornegliani

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Lo scopo di questo studio è descrivere l'attività antibatterica in vitro sviluppata dal fluorfenicolo nei confronti di ceppi di Staphylococcus pseudintermedius (Sp) e valutare la possibile presenza dei geni di resistenza. Sono stati testati 600 ceppi Sp isolati dal canale auricolare di cani con otite. I ceppi sono stati identificati utilizzando sistema biochimico-enzimatico API®. La suscettibilità in vitro al Ff è stata testata con il metodo "MIC Test Strip" che ha permesso di esprimere il valore della concentrazione inibitoria minima (MIC). Il DNA batterico veniva estratto con trattamento termico e conservato a -20°C fino al suo utilizzo in PCR real time per l’evidenziazione dei geni di resistenza cfr e fexA. Il 99,3% degli stafilococchi testati aveva un MIC variabile da 0,064 a 4 µg/mL. Solo 4 ceppi (0,7%) mostravano una MIC ≥ 24 µg/mL e in questi i risultati della PCR per l’evidenziazione dei geni cfr e flexA erano positivi. Il Ff ha dimostrato un'efficace azione inibitrice nei confronti degli stafilococchi. In Sp è possibile il trasferimento di geni di resistenza pertanto risulta molto importante che la molecola Ff, con notevoli capacità batteriostatiche, sia usata con criteri corretti e coscienti.

 
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